Ad oltre un anno dal mio ultimo post eccomi riemersa dal profondo silenzio....
Non è stato un silenzio spontaneo... semplicemente non avevo più accesso al pc, essendoselo accaparrato il caro maritino.
Questo però non vuol dire che me ne sia stata con le mani in mano... non è decisamente da me!
Facciamo un pò il punto della situazione:
- La Dieta Dukan ha funzionato: ho perso 25 Kg e senza tanti sforzi tuttavia, ahimè, l'ho dovuta abbandonare per cause di forza maggiore e così, dopo un anno devastante, ho ripreso tutto buuuuuuuuu
- Le torte continuo a farle anche se con meno assiduità: la crisi è tale che sono diminuite le richieste di lollipop ed anche le torte ormai si fanno solo per pochi eletti.
- News: ho imparato a spignattare!!! Per quanti non conoscono questo termine, lo spignatto è l'arte di prodursi in casa cosmetici e saponi. Devo dire che è un hobby molto divertente oltre che utile: ho fatto tanti saponi solidi, liquidi, creme, burri cacao etc etc...
Una pacchia!
E che dire poi della soddisfazione di lavarsi con il sapone fatto in casa ed ottenere una pelle morbida morbida?
A breve, pertanto, inizierò a postare qualche foto così da rendervi partecipi delle mie attività.
Un bacio a tutti e ben ritrovati!
Nadia
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giovedì 2 maggio 2013
mercoledì 18 aprile 2012
Uovo di Pasqua con sorpresa
Finalmente posso inaugurare la sezione "L'angolo degli amici"...
Sto letteralmente "tampinando" la mia amica Laura per farmi dare qualcuna delle magnifiche ricette che realizza ma un pò per mancanza di tempo e un pò per mancanza di memoria (hihihihi) non lo ha mai fatto.
Stamattina, appena ho aperto la mia posta ho trovato questa ricetta che voglio postare subito prima che ci ripensi eheheheh.
Sto letteralmente "tampinando" la mia amica Laura per farmi dare qualcuna delle magnifiche ricette che realizza ma un pò per mancanza di tempo e un pò per mancanza di memoria (hihihihi) non lo ha mai fatto.
Stamattina, appena ho aperto la mia posta ho trovato questa ricetta che voglio postare subito prima che ci ripensi eheheheh.
UOVO RIPIENO da La Cucina Italiana Aprile 2009
Preparare il mezzo uovo di cioccolato + mezzo per la chiusura cioccolato
fondente al 65% 1kg per 2 forme di mezzo guscio d'uovo larga cm 16 e alta
cm22)... oppure prenderli già pronti. Io l'ho fatto grazie allo stampo che mi
ha prestato Nadia.
Preparare il pan di spagna:
montare 3 uova con 110gr di zucchero e un pizzico di sale ottenendo una spuma chiara, poi incorporare 110gr di farina e dividere l'impasto in tre parti. Una lasciatela al naturale, nella seconda unite 10gr di cacao, nella terza 40gr di pistacchi frullati fini con una punta di zucchero. Imburrate 3 teglie (27x20cm) foderatele con carta forno, imburrate e infarinate anch'essa. Distribuite i tre composti formando rettangoli spessi cm 1,5. Infornateli a 180° per 8 min; sformateli, ribaltateli su carta forno spolverizzata di zucchero a velo e lascaiteli raffreddare sotto la teglia.
Montate 300gr di panna fresca con 100gr di ricotta, quanche goccia
di essenza fiori d'arancio e 20gr di zucchero a velo.
Preparare 300 g di crema pasticciera
Per farcire l'uovo:
stendete sul fondo uno strato di crema di panna e ricotta,
proseguire con uno strato di fragole tagliate a fettine, pan di spagna al
pistacchio imbevuto in una miscela di liquore e acqua, crema pasticciera, pan di
spagna al cacao anch'esso imbevuto, ancora panna alla ricotta, pan di spagna al
pistacchio imbevuto, crema, fragole, pan di spagna al pistacchio. Completate con
un unltimo strato di panna e ricotta, fermandovi mm5 sotto il bordo.
Per la decorazione: partendo dalla base, stendete una striscia di
crema, procedete con una striscia di pan di spagna al naturale, una di panna
alla ricotta, 2 fettine di pan di spagna al pistacchio posate in modo che se ne
veda la sezione, una fila di fragole a fettine. " fettine di pan di spagna al
cacao, con la sezione in vista, una di crema; una striscia di pan di spagna al
naturale; una fila di lmaponi, due fettine di pan di spagna al pistacchio con
sezione in vista, e una striscia di panna alla ricotta. Livellate premendo,
coprite con pellicola e ponete in frigo per 2 ore. Servite il mezzo uovo farcito
coperto dal mezzo uovo vuoto, per nascondere il ripieno a sorpresa.
bello vero???? E brava Laura!
sabato 7 aprile 2012
Lollipop per la fiera
Domenica prossima parteciperò ad una piccola festa di quartiere dove ci saranno alcune bancarelle per hobbisty.
Io porterò i miei lollipop sperando abbiano successo....
Ne ho fatti di vari tipi:
I vestitini delle bambole...
Le borsette...
L'onnipresente Hello Kitty...
L'intremontabile Spank...
Gli omini dal cuore caldo...
I fiorellini pucciosi...
Il solitario Tigro....
Io porterò i miei lollipop sperando abbiano successo....
Ne ho fatti di vari tipi:
I vestitini delle bambole...
Le borsette...
Le scarpine.... (tutto in rigoroso coordinato!)
L'intremontabile Spank...
Gli omini dal cuore caldo...
I fiorellini pucciosi...
Il solitario Tigro....
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Lavori in corso per Pasqua
Per questa Pasqua ho avuto un'idea geniale (così credevo!!!): fare io le uova per i bambini.
Ma poichè l'appetito vien mangiando, perchè limitarsi ai bimbi?
E così eccone uno per me e mio marito, uno per i miei genitori ed uno per i parenti che visiteremo il giorno di Pasqua.
Un lavoraccio: temperaggio del cioccolato (non proprio semplice soprattutto per il cioccolato bianco e quello al latte, non disponendo della strumentazione necessaria), varie passate nello stampo per ottenere il giusto spessore... e infine un gustoso mezzo uovo farcito di ganache al cioccolato e guarnito con zuccherini colorati e tanti deliziosi confetti-pulcini tutti colorati.
Spero vi piacciano!!!
Lavori in corso....
Confezionamento:
Il mio e di mio marito (ignoro la sorpresa!): Nocciolato fondente da un lato e nocciolato gianduia dall'altro
Di Gabry: tutto al latte
Di Miriam: Latte fuori e bianco dentro (tipo kinder per intenderci)
Dei parenti: da un lato tutto fondente e dall'altro fondente fuori e bianco dentro
L'uovo con i pulcini...
cercherò poi di postare le foto dell'apertura eheheh...
Ma poichè l'appetito vien mangiando, perchè limitarsi ai bimbi?
E così eccone uno per me e mio marito, uno per i miei genitori ed uno per i parenti che visiteremo il giorno di Pasqua.
Un lavoraccio: temperaggio del cioccolato (non proprio semplice soprattutto per il cioccolato bianco e quello al latte, non disponendo della strumentazione necessaria), varie passate nello stampo per ottenere il giusto spessore... e infine un gustoso mezzo uovo farcito di ganache al cioccolato e guarnito con zuccherini colorati e tanti deliziosi confetti-pulcini tutti colorati.
Spero vi piacciano!!!
Lavori in corso....
Confezionamento:
Il mio e di mio marito (ignoro la sorpresa!): Nocciolato fondente da un lato e nocciolato gianduia dall'altro
Dei miei: tutto fondente al 75%
Di Gabry: tutto al latte
Di Miriam: Latte fuori e bianco dentro (tipo kinder per intenderci)
Dei parenti: da un lato tutto fondente e dall'altro fondente fuori e bianco dentro
L'uovo con i pulcini...
cercherò poi di postare le foto dell'apertura eheheh...
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Ecco la torta del mio compleanno
E' da un pò che non aggiorno il mio blog, ma purtroppo gli impegni, il pc sempre occupato da ...altri... e quel pò di idiosincrasia che sempre mi assale (solo a me?) col fiorire della primavera... insomma: UN CASINO!
Ma ora, approfittando di un attimo di quiete e volendo riposare la schiena un pò troppo provata dalle fatiche degli ultimi giorni, ho deciso di aggiornare il blog con qualche fotina.
Settimana scorsa è stato il mio compleanno. Ben 39 anni! Gli ultimi della trentina, proprio per questo, nonostante non avessi voglia di festeggiare, mi è sembrato giusto onorare la mia trentina che si appresta ad andarsene con una torta.
Ne ho fatta una piccina, la solita mudcake al cioccolato che mi piace da morire.... Farcita con ganache al cioccolato bianco e fragole, ricoperta di ganache al cioccolato fondente e poi decorata con la pdz.
Ho pensato mille volte al soggetto da fare e credo che ne avrò pensati almeno 4/5 poi la scelta è ricaduta sulla scatola di cioccolatini per due ragioni: era poco impegnativa e mi piaceva l'idea.
Questo è il risultato.... era buona ed anche bella.....
Ma ora, approfittando di un attimo di quiete e volendo riposare la schiena un pò troppo provata dalle fatiche degli ultimi giorni, ho deciso di aggiornare il blog con qualche fotina.
Settimana scorsa è stato il mio compleanno. Ben 39 anni! Gli ultimi della trentina, proprio per questo, nonostante non avessi voglia di festeggiare, mi è sembrato giusto onorare la mia trentina che si appresta ad andarsene con una torta.
Ne ho fatta una piccina, la solita mudcake al cioccolato che mi piace da morire.... Farcita con ganache al cioccolato bianco e fragole, ricoperta di ganache al cioccolato fondente e poi decorata con la pdz.
Ho pensato mille volte al soggetto da fare e credo che ne avrò pensati almeno 4/5 poi la scelta è ricaduta sulla scatola di cioccolatini per due ragioni: era poco impegnativa e mi piaceva l'idea.
Questo è il risultato.... era buona ed anche bella.....
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mercoledì 14 marzo 2012
E alla fine arriva... un premio!
Internet, si sa, è una grande risorsa... oltre a diffondere "potenzialmente" ciò che vogliamo nell'universo degli internauti, ci offre la possibilità di fare amicizie spesso non solo virtuali.
Così è che grazie ad Internet ho conosciuto loro, le mitiche Laura e Stefy creatrici del blog www.mammachetorte.com che, con la loro semplicità, simpatia e disponibilità mi hanno dato davvero tanto.
Tra le altre cose, mi hanno conferito anche questo premio che ho molto gradito e così lo metto subito
Adesso non mi resta che dire 7 cose di me (ommammiasantissima!!!) e passare il testimone ad altri 15 blogger...
Iniziamo
1) sono una mamma fortunata ad avere due gioielli per pupi (non hanno ancora iniziato a far casino e quindi sono in buona ;-))
2) mi piace darmi da fare e fare bene
3) il mio motto è: fai quello che devi fare ma fallo con passione o non sarà una cosa buona
4) ultimamente mi piace pasticciare con pasta di zucchero e cioccolato (alla faccia della dieta)
5) mi piace cucinare e sperimentare cose nuove
6) mi piace avere una cucina corredata (forse troppo) di utensili e attrezzi utili
7) una mia passione è cercare di aiutare chi è in difficoltà, soprattutto i miei alunni, e non mi dò per vinta fino a quando non ci sono riuscita.
Ufffffff, ce l'ho fatta.....
Adesso il prossimo step sono i 15 blogger....
per questo passaggio mi riservo di selezionare i miei 15 blog preferiti sperando di non duplicare loro il premio.
GRAZIEEEEEEEEEEEEEE
Così è che grazie ad Internet ho conosciuto loro, le mitiche Laura e Stefy creatrici del blog www.mammachetorte.com che, con la loro semplicità, simpatia e disponibilità mi hanno dato davvero tanto.
Tra le altre cose, mi hanno conferito anche questo premio che ho molto gradito e così lo metto subito
Adesso non mi resta che dire 7 cose di me (ommammiasantissima!!!) e passare il testimone ad altri 15 blogger...
Iniziamo
1) sono una mamma fortunata ad avere due gioielli per pupi (non hanno ancora iniziato a far casino e quindi sono in buona ;-))
2) mi piace darmi da fare e fare bene
3) il mio motto è: fai quello che devi fare ma fallo con passione o non sarà una cosa buona
4) ultimamente mi piace pasticciare con pasta di zucchero e cioccolato (alla faccia della dieta)
5) mi piace cucinare e sperimentare cose nuove
6) mi piace avere una cucina corredata (forse troppo) di utensili e attrezzi utili
7) una mia passione è cercare di aiutare chi è in difficoltà, soprattutto i miei alunni, e non mi dò per vinta fino a quando non ci sono riuscita.
Ufffffff, ce l'ho fatta.....
Adesso il prossimo step sono i 15 blogger....
per questo passaggio mi riservo di selezionare i miei 15 blog preferiti sperando di non duplicare loro il premio.
GRAZIEEEEEEEEEEEEEE
domenica 11 marzo 2012
Lecca Lecca "generosi"
Ieri pomeriggio sono stata alla festa del secondo compleanno della figlia di una mia amica, nonchè maestra di cake.... Ai bambini ha poi regalato un simpaticissimo lecca lecca a forma di Minù (la dolcissima gattina degli aristogatti) tutto in pasta di zucchero.
Dovendo preparare dei dolcetti per la vendita di beneficenza della scuola, ho pensato bene di rubarle l'idea e preparare un mix di personaggi amati dai bambini, ognuno rigorosamente sul suo bastoncino.
Eccoli qui.....
Dovendo preparare dei dolcetti per la vendita di beneficenza della scuola, ho pensato bene di rubarle l'idea e preparare un mix di personaggi amati dai bambini, ognuno rigorosamente sul suo bastoncino.
Eccoli qui.....
Under construction....
domenica 4 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
Capitolo V
“ Amare, venire spesso feriti e amare di nuovo :
questa è la vita coraggiosa e felice.”
(S. E. Buckrose)
Trascorse
circa una settimana, da quella sera, senza che ci fossero state novità
esaltanti. L’unico episodio nuovo, infatti, fu che Diana era riuscita ad avere
il suo numero di telefono. Lo ripose gelosamente nel portafogli, quindi,
cominciò a preparare i bagagli: tutta la famiglia, infatti, stava per partire
per la consueta vacanza d’agosto, in montagna. “Un mese passa in fretta” pensò tra sé e sé mentre, con la macchina, si
lasciava alle spalle il suo mare, i suoi amici ... il suo Gabriele. Giunse a
destinazione che era ormai sera ; giusto il tempo di disfare la valigia e
poi, “a nanna”. Aveva fretta di stendersi sul letto e pensare... sognare. Prima
di prendere sonno rivolse una preghiera al suo Signore affinché stesse vicino a
quel dolcissimo angelo biondo e, subito, si addormentò. Il giorno dopo conobbe
Isabella, una ragazza pacioccona con due grandi occhi dolci, che la prese
subito in simpatia. Diana sentì che si poteva fidare di lei e così cominciò ad
uscirci insieme. Dopo pochi giorni erano diventate amiche per la pelle, unite
da un grande affetto ed una profonda stima.
Fu
così che, una sera, Diana raccontò alla sua amica della dolorosa esperienza
vissuta con Edoardo; dei brutti momenti che aveva trascorso e che, anche se più
raramente, stava ancora vivendo ; della speranza che era nata dopo quel
sogno e, quindi, del suo Gabriele. Si capiva bene, da quelle parole, che c’era
in lei un’immensa voglia di ricominciare ; l’ardente desiderio di tornare
ad amare ma, questa volta, la persona giusta. Le raccontò di come avesse perso
anche la passione per la poesia : lei, che aveva sempre amato comporre
inni che inneggiassero all’amore, alla vita, adesso non riusciva più nemmeno a
tenere la penna in mano. Si soffermò, con una nota di dolore, sul giorno
dell’addio e su quello della scoperta della verità e, prese, nuovamente, a
piangere per quell’umiliazione così profonda che, sicuramente, non meritava.
L’amica l’ascoltava attenta, in un misto di dolore e tenerezza. Non riusciva a
capire come avessero potuto farle tutto quel male, con quale coraggio la si era
tradita così spudoratamente. Non sapeva cosa dire, ma qualcosa doveva pur fare
e così, all’improvviso, esordì : “Perché non usi quel numero di
telefono ?”. Diana la guardò incredula : non capiva se stesse
scherzando oppure facesse sul serio. Non aveva mai pensato all’ipotesi di una
telefonata ; aveva, si, conservato il numero ma, certamente, non per
usarlo. Tuttavia, si accorse che l’idea la stuzzicava e non poco. In fondo, non
avrebbe dovuto dirgli per forza chi era, per cui, se fosse andata male, lei non
avrebbe rischiato nulla e nessuno avrebbe potuto prenderla in giro o, peggio
ancora, parlare male di lei. “Ci penserò, prometto : stasera ci
penserò !”. Dopo cena andò subito a coricarsi : infatti, nella
solitudine della sua stanza riusciva a isolarsi dal mondo e pensare,
finalmente, a se stessa. Cercò mille ragioni che la distogliessero dall’idea di
telefonargli ma nessuna di queste le sembrò valida. Decise, pertanto, di
chiamarlo la sera successiva : avrebbe finalmente sentito la sua voce e,
chissà, magari avrebbe anche capito che genere di persona fosse.
Trascorse
la notte in bianco ma, questa volta, non per i soliti incubi che la
ossessionavano, bensì perché cercava di immaginare cosa avrebbe potuto dire
l’indomani al suo angelo. Cercava di costruire un discorso che fosse, il più
possibile, sensato. Le avrebbe sicuramente chiesto come si chiamava e lei, cosa
avrebbe risposto ? Certamente non poteva dirgli il suo vero nome :
doveva inventarsene uno al più presto ! Federica, si, gli avrebbe detto
che si chiamava Federica : le era sempre piaciuto questo nome e, poi, le
ricordava una sua vecchia compagna di scuola con cui aveva condiviso tante
belle esperienze ; era convinta che le avrebbe portato fortuna. Certo, non
era un bell’esordio : iniziare con una bugia non era certo il massimo della
vita, ma doveva pur tutelarsi in qualche modo. Nel piccolo centro dove
abitavano le voci facevano in fretta a circolare e, il più delle volte,
circolavano sempre nel senso sbagliato. Sicuramente, se la cosa fosse andata
avanti fra di loro, lui le avrebbe perdonato questa piccola falsità
altrimenti... che angelo era ?
Sentì
rumori provenire dalla cucina e capì che doveva essersi fatto giorno. Si alzò e
vide la madre che stava preparando la colazione :
“Buongiorno,
dormito bene questa notte ?”, la mamma le stava sorridendo ed, intanto,
scrutava sul suo volto per trovarvi i segni dell’insonnia.
“Buongiorno.
Non preoccuparti, ho dormito” mentì, ma proprio non sapeva come spiegarle che
le ragioni della sua veglia, questa volta, erano state ben altre.
In
tarda mattinata telefonò ad Isabella per comunicarle la sua decisione e per
prendere accordi per la serata. Dall’altra parte del filo l’amica si
complimentava con lei per la scelta ed, in cuor suo, sperava che tutto andasse
per il meglio : Diana se la meritava un po’ di gloria ed era sicura che ci
sarebbe stata, finalmente, per lei la pace, dopo tutta quella tempesta.
Decisero di incontrarsi per le 21 :00, così avrebbero avuto tutto il tempo
di “rifinire” i particolari per quella telefonata.
La
serata era tranquilla ma si sentiva l’aria frizzante di montagna.
Raggiunsero
con la macchina una cabina telefonica un po’ appartata e, dopo un rapido
sguardo al cielo Diana s’incamminò per telefonare.
“E’
la notte di S. Lorenzo - pensò - chissà se lassù c’è una stella pronta a cadere
per esaudire i miei desideri. Vorrei tanto non essermi sbagliata, vorrei
tanto... che fosse la persona giusta”. Infilò la scheda nell’apparecchio
telefonico, trasse un profondo respiro e, con le mani tremanti, cominciò a digitare
il suo numero : cifra dopo cifra... “Ecco, ora squilla !”.
Capiitolo VI
“Tu esisti, ed io ti ho incontrato :
che altro potrei desiderare di più ?”
(L. Sella)
“Pronto,
chi parla ?”, le chiese una ragazza dall’altra parte del filo ; il
momento era giunto, dunque : ora toccava a lei. “C’è Gabriele ?”
“Un
attimo... Pronto ?”
Era
così dunque la sua voce, pacata e caldissima : non poteva essere
altrimenti per un angelo !
“Pronto,
pronto ?”
“Eh
scusa, mi ero distratta un attimo, sei Gabriele, vero ?”
“Si,
ma con chi parlo?”
“Con
un’amica !”, quanto era stata banale ! ! !
“D’accordo,
ma come ti chiami ?”
“Sono...
Federica e ti ho chiamato perché, perché... volevo conoscerti” - disse questo
tutto d’un fiato, quasi senza respirare.
Continuarono
a chiacchierare per circa un quarto d’ora. Quindici minuti che furono quindici
ore per Diana che, ancora, non riusciva a credere che stava parlando proprio
con lui, con il suo sogno, con il suo angelo ! “Mio Dio - pensò - sta
accadendo proprio a me”. Lui fu molto gentile . Le disse che avrebbe avuto
piacere di conoscerla di persona : non era , infatti, corretto che lui non
sapesse con chi stesse parlando.
Lei
provò a spiegargli le sue ragioni ; gli raccontò le sue paure, ciò che
aveva passato ma, ben presto, si rese conto che aveva a che fare con una
persona per bene : sentì di potersi fidare di lui ! Chiuse il
telefono ancora un po’ stordita. Si era preparata tanti discorsi ma, alla fine,
non ne aveva fatto nemmeno uno. Ripensava alla tenerezza di quella voce, alla
gentilezza che le aveva usato. Le aveva detto di farsi sentire quando avrebbero
avuto la possibilità di uscire insieme, tranquillizzandola circa le chiacchiere
della gente. Entrò nella macchina di Isabella e, rivolgendo gli occhi all’amica
disse. “E’ lui !”.
Restarono
in macchina fino a tarda notte, semplicemente guardando le stelle. Era una
notte favolosa e per la prima volta, nella sua vita, Diana credette nella magia
del 10 agosto : la notte delle stelle cadenti in cui tutti i sogni si
avverano.
Si
sentì in colpa per non avergli detto il suo vero nome. Non voleva,
assolutamente, che lui la credesse poco seria e così decise di inviargli una
lettera, il giorno dopo. Arrivata a casa provò forte l’impulso di
scrivere : dentro di lei si stava risvegliando qualcosa. Prese un foglio
di carta e, pensando a lui, cominciò a comporre :
“Parlami di te, se questo ti lusinga
oppure taci e
godiamoci il silenzio.
Lascia
raccontare agli occhi la grandezza del tuo cuore
e poi scruta
nei miei : leggerai la mia anima.
E, alla fine,
stanchi del vociare del silenzio
chiuderemo gli
occhi e aspetteremo... l’infinito !”
Lesse
e rilesse quelle parole : ne era fiera ! Era, nuovamente, riuscita a
scrivere qualcosa ed il merito era tutto suo, del suo preziosissimo angelo. Ora
si che poteva dormire tranquillamente ; gli incubi non le avrebbero
rovinato quei momenti : non lo avrebbe permesso !
Il
mattino arrivò placidamente ; dalle persiane s’intravedevano i raggi del
sole che facevano capolino, timidamente, quasi avessero paura di svegliarla. Ma
Diana era già sveglia e sorrideva ; sorrideva a quello spettacolo
mattutino offertole gratuitamente da madre natura.
In
casa c’era silenzio : dormivano ancora tutti e, così, decise di
approfittare di quella calma per scrivere la sua lettera. Gli avrebbe rivelato
la sua vera identità ; gli avrebbe spiegato meglio le ragioni del suo
comportamento ; gli avrebbe lasciato il suo numero di telefono, così lui
l’avrebbe potuta chiamare se avesse voluto. La scrisse tutta d’un fiato e,
quando la madre si alzò, lei aveva già finito di trascrivere in bella copia
tutto quello che il suo cuore le aveva dettato.
La spedì quella stessa mattina affidando, a quel pezzo di carta, le sue
speranze.
Ora,
si trattava solo di attendere. Doveva aspettare che lui si facesse vivo :
furono i giorni più lunghi della sua vita. Ne passarono cinque senza che il
telefono squillasse ! Ormai, aveva perso ogni speranza : non
l’avrebbe mai chiamata. Ripensava a quanto gli aveva scritto, forse aveva
sbagliato qualcosa, ma cosa ? Era stata abbastanza chiara con lui, glielo
aveva detto che voleva solo la sua amicizia : “Mi piacerebbe, tuttavia, telefonarti qualche altra volta, così,
giusto per parlare anche se mi rendo conto che la sera arrivi a casa abbastanza
stanco e, quindi, non hai certamente voglia di stare al telefono con un
“fantasma”... fuori di testa.”. Forse lui non le aveva creduto e, leggendo
fra le righe, aveva pensato che fosse tutta una scusa per uscire insieme e...
provarci. Arrivò così il sesto giorno : era pesante, adesso, alzarsi la
mattina. Un altro giorno di silenzio : non avrebbe retto. Doveva uscire,
svagarsi, pensare ad altro. Chiamò Isabella e uscirono insieme subito dopo.
All’improvviso si udì un telefono squillare, Diana lo prese, svogliatamente,
dalla borsa credendo si trattasse di uno dei tanti squilli che, da un po’ di
tempo, le stavano arrivando ma, con sua grande sorpresa, lesse sul display che
si trattava proprio di lui : di Gabriele. Rispose tremando : “Pronto,
chi parla ?”
“Sono...
un amico !”
Si
metteva pure a fare il simpatico, adesso, ma quella battuta le piacque assai.
Parlarono per circa un’ora, raccontandosi le reciproche esperienze ; le
proprie passioni ; la propria vita. Sembrava fosse davvero un bravo
ragazzo : semplice, tranquillo, schietto ma, soprattutto, dolce, di una
dolcezza che Diana, sicuramente, ignorava ma di cui, si rendeva conto, aveva un
gran bisogno. Le aveva dato l’impressione di essere una persona molto sensibile
e, cosa non trascurabile, molto attenta ai problemi del prossimo. Forse questa
volta aveva fatto davvero centro, ma chi le dava questa certezza ?
Cominciarono
ad affollarsi, nella sua mente, tanti dubbi, tanti timori ma la cosa che, più
di tutte, la terrorizzava era la possibilità che lui la rifiutasse. Come
avrebbe potuto sopportare di sentirsi, nuovamente, respinta ? Non le era
bastata la precedente esperienza ? Sentiva la testa che le scoppiava :
era felice, sicuramente, ma aveva tanta paura.
Confidò
all’amica i suoi pensieri : forse parlandone sarebbe riuscita a scacciare
quei fantasmi una volta per sempre. Le fece bene quella confidenza. In ogni
caso, aveva trovato in Isabella un valido sostegno morale e, così, decise di
non pensarci almeno fino a quando non fosse rientrata a casa. Lì l’avrebbe
chiamato ; sarebbero usciti insieme, per come si erano detti, e poi... “se
sono rose fioriranno !”.
mercoledì 29 febbraio 2012
Soggetti per torte in pdz
Ecco le altre mie creature in pdz.
Non sono ancora perfette ma migliorerò.
Fra pochi giorni vorrei cimentarmi in una torta... vedremo cosa ne verrà fuori...
Non sono ancora perfette ma migliorerò.
Fra pochi giorni vorrei cimentarmi in una torta... vedremo cosa ne verrà fuori...
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Anticipazioni di Pasqua
Ultimamente sono un pò latitante. Questo è il guaio di quando hai i bambini (entrambi!!!) a casa e non puoi farli uscire... Devi tenerli occupati in qualche modo altrimenti esplodono (loro) e scleri (TU)!
Così, stamattina, per fare star tranquillo Gabriele e provare le mie doti di "cioccolatiera" ho voluto provare a fare un uovo di Pasqua e, giusto per semplificarmi il compito, l'ho fatto stile kinder: al latte fuori e bianco dentro.
Qualcuno di mia conoscenza, amante del fondente, storcerà il naso ma il risultato è stato davvero bello, almeno per me che ho sempre comprato le uova mai e poi mai pensando di riuscire a farlo io.
Non ho fotografato tutti i passaggi ma, avendo deciso di fare io le uova a Pasqua, lo farò successivamente.
Ho fatto le foto solo alle uova in stampo e poi alla loro unione e quindi rottura con ritrovamento dell'agognata sorpresa.
Spero vi piaccia, per Pasqua conto di fare anche qualche decoro ehehehe
Così, stamattina, per fare star tranquillo Gabriele e provare le mie doti di "cioccolatiera" ho voluto provare a fare un uovo di Pasqua e, giusto per semplificarmi il compito, l'ho fatto stile kinder: al latte fuori e bianco dentro.
Qualcuno di mia conoscenza, amante del fondente, storcerà il naso ma il risultato è stato davvero bello, almeno per me che ho sempre comprato le uova mai e poi mai pensando di riuscire a farlo io.
Non ho fotografato tutti i passaggi ma, avendo deciso di fare io le uova a Pasqua, lo farò successivamente.
Ho fatto le foto solo alle uova in stampo e poi alla loro unione e quindi rottura con ritrovamento dell'agognata sorpresa.
Spero vi piaccia, per Pasqua conto di fare anche qualche decoro ehehehe
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mercoledì 22 febbraio 2012
Capitolo IV
“Sto davanti a te come di fronte ad una cascata di fuochi d’artificio
nella notte.
E non finisco mai di stupirmi.”
(L. Sella)
Quella
notte Diana non riuscì a chiudere occhio : era eccitata all’idea di poter
conoscere Gabriele ma, al contempo, aveva paura, una paura matta di fallire
ancora una volta. Era stata troppo bruciante la delusione e, forse, si era
scottata più del previsto. Ora, aveva
tanta voglia di ricominciare, però temeva di trovarsi di fronte un altro
bastardo che l’avrebbe fatta soffrire e, per quanto si sforzasse, vedeva solo
falsità. Provò a dormirci sopra, a non pensarci più, ma non appena chiudeva gli
occhi le si presentava sempre la solita scena : “Edoardo e la sua nuova
fiamma, su quel letto, ad amoreggiare spudoratamente ; a gridare la loro
soddisfazione ; a ridere di lei, della sua semplice ingenuità ; a
prendersi gioco del suo amore”. Non ce la faceva più a reggere quella
situazione. Le compresse che prendeva non le facevano più niente, ormai. Pianse
amaramente, nella solitudine buia della sua stanza ; pianse e sfogò così
tutto il suo dolore fino a quando, ormai stanca, si addormentò. Dormì fino a
tarda mattinata e quando si destò si sentì improvvisamente meglio : aveva
l’animo più leggero, più sereno. Si guardò allo specchio, quegli occhi gonfi
tradivano, ancora una volta, il suo cuore a pezzi ; ricompose al meglio la
sua faccia e scoppiò a ridere per le smorfie che, intanto, stava facendo a sé
stessa : era davvero buffa ! Chissà cosa avrebbe pensato Gabriele se
l’avesse vista mentre imitava, alquanto malamente, il pesce palla. “Gabriele...
che bel nome ! - pensò - Non un angelo mi hanno mandato, bensì un
arcangelo !”. Squillò subito il telefono :
“Buongiorno
principessa - esordì Miriam - trascorsa
bene la notte ?”
“Ottimamente,
grazie a te. È bello svegliarsi al mattino sentendosi chiamare principessa,
dovresti farlo più spesso !”
“Ci
penserò ! Allora che mi dici ? Usciamo insieme anche stasera ?
Magari riesci anche a conoscerlo !”
“Va
bene allora, solita ora, solito posto : mi raccomando la puntualità !
Ciao”
Era
cominciata bene, e se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, quella
sarebbe stata davvero una bella giornata. Le ore volarono per Diana che, in
maniera più o meno palese, era alquanto agitata nell’attesa che si facessero le
22 :00. Si ritrovò, quindi, a passeggiare con i suoi nuovi amici, a
ridere, a scherzare e, intanto, aspettava che lui arrivasse. Puntuale come un
orologio, Gabriele posteggiò la moto al solito posto e scese con quel suo fare
semplice, ma estremamente sicuro. La sigaretta in bocca, per scaricare tutte le
tensioni di quella giornata di lavoro ; si sedette sul muretto con i suoi
amici e, dopo un po’, si mise a discutere con loro senza accorgersi che, poco
distante da lui, una ragazza lo spiava incuriosita ed affascinata : non
poteva certamente immaginare che di lì a poco la sua vita sarebbe giunta ad una
svolta importante. Diana, intanto, lo osservava da poco lontano : seguiva
ogni sua mossa. Lo guardava fumare, seguiva il movimento del suo torace che
inspirava ed espirava regolarmente ; si soffermò con più interesse quando
lo vide discutere animosamente, gesticolando spesso ma in maniera gentile.
“Dai,
su, fermalo ! Digli che lo vuoi conoscere, se vuoi glielo dico io per te”.
“Ma
sei pazza ? Mi vuoi vedere morta ? Figurati se quello vuole conoscere
me ! Hai notato quante belle ragazze ha vicino ? Chissà con quante di
loro è stato. Pendono tutte dalle sue labbra. No, non fa per me ! E’
meglio che ce ne andiamo, Miriam, che qui si mette male stasera”.
Un
po’ delusa Diana si avviò, con l’amica, verso casa non prima, però, di avergli
lanciato un ultimo sguardo. “Ciao angelo mio - pensò - chissà se... ma
figurati ! ! !”
martedì 21 febbraio 2012
Capitolo III
“Tu esisti vero ?
... attraverserai in punta di piedi il buio della notte
per venire a dipingere di colore i miei sogni ?
... e mi porterai lassù, con te,
a vedere l’altra faccia della luna ?
(L. Sella)
Diana
non sapeva da dove iniziare le ricerche : non sapeva niente di questo
“Fantomas”, tranne che era cattolico. L’ultima volta che l’aveva visto risaliva
a circa un anno prima. Poteva essere successo di tutto nel frattempo :
poteva essersi fidanzato e, perché no, poteva anche essersi sposato. E poi, non
sapeva dove abitava, poteva essere stato benissimo di passaggio, magari era uno
di quei militari che sono soggetti a continue trasferte e, in questo momento,
poteva essere chissà a quanti chilometri di distanza. Non sapeva cosa facesse,
dunque, quanti anni avesse, niente.. non sapeva proprio niente.
“Diana,
ehi, Diana sei proprio tu ?”
Una
voce la colse all’improvviso, facendola sobbalzare !
“Mamma
mia, quanto sei dimagrita ! E i capelli ? Cosa hai fatto ai
capelli ? Ma lo sai che stai proprio bene ?”
Era
Miriam, una sua vecchia amica. La vide venirle incontro a braccia aperte e,
prima ancora di poter replicare, se la sentì addosso mentre la stringeva in un
abbraccio affettuoso.
“Ciao,
Miriam, come stai ? Che piacere vederti !”
“Dove
l’hai lasciata la tua dolce metà ?”
Sentì
una morsa attanagliarle il cuore. Le sfuggì una lacrima e, con la voce rotta
dal pianto, riuscì a dirle in un fiato : “Ci siamo lasciati !”. Vide l’amica mortificarsi fino
all’inverosimile e, riprendendo in fretta il controllo di sé, la tranquillizzò.
“Non
ti preoccupare, è acqua passata ormai. Sai com’è, parlarne è rinnovare un po’
quel dolore ma, in fondo, dovrò farci l’abitudine. Non posso certo pretendere
che la gente faccia finta di niente. È normale che mi si chieda di lui, dopo
tutto il tempo che siamo stati insieme... Sai che sono in tanti a credere che
fossimo sposati ! Ma cosa mi dicevi prima... che mi trovi in forma ?
In effetti, sono dimagrita un po’, poi ho cambiato look per cui sembro
diversa ! Come vedi, quindi, non mi ha fatto poi tanto male restare single”.
“Scusami, non potevo sapere ! Mi dispiace
davvero, ma se le cose non andavano bene allora è meglio così. Ma proprio
proprio non c’è niente da fare ?”
“Ora
lui vive con un’altra ! Aveva questa storia da un bel po’ di tempo, ma io
l’ho saputo solo ora. Ma ora basta parlare di lui, ok ?”
“Si,
hai ragione, anzi sai che cosa ti dico ? Ti va di uscire stasera ?
Magari, chissà, facciamo anche qualche bell’incontro!”
“Sarà
un piacere, allora ci vediamo verso le 22 :00 sotto casa mia, va
bene ?”
“A
stasera allora, ciao e, sempre in gamba !”
“Puoi
contarci, ciao !”
Diana
poteva così tirare un sospiro di sollievo. Non era passata ancora mezz’ora da
quando era uscita e già aveva rimediato la compagnia per quella sera. Le andava
proprio di uscire e Miriam era la persona giusta : buona, sincera e,
soprattutto, discreta. Non poteva chiedere di più. Magari poi avrebbe fatto
qualche bell’incontro e, cosa ancora più bella, avrebbe potuto sapere qualcosa
sul suo biondo.
Indossò,
per la serata, un pantalone blu appena comprato ; gli abbinò sopra una
giacca verde che lasciava intravedere un top di seta blu ; scarpe con un
po’ di tacco ; un leggero trucco al viso (quel tanto che bastava a coprire
le occhiaie) ; una spruzzata di Chanel n. 5 e via, fuori, all’aria aperta.
La serata era calma, non c’era vento e l’afa di luglio sembrava si fosse
concessa una pausa. Andava tutto bene dunque, ora le restava solo di prendere
qualche informazione. L’occasione non tardò ad arrivare e fu proprio la sua
amica a fornirgliela.
“Ehi
Diana, che ne dici di conoscere nuova gente ? Così, tanto per trascorrere
al meglio la serata, poi può essere che ti trovi bene e, magari, decidi di
uscire con noi anche nelle prossime sere. Allora, ti va ?”
“Certo
che mi va. Sono stanca di stare chiusa in casa a piangermi addosso. Vorrei
gettarmi il passato alle spalle ed iniziare una nuova vita. Mi piacerebbe
conoscere brava gente e se, poi, è anche bella tanto meglio. Per esempio che mi
dici di quello lì ?”
Con
sua grande sorpresa, Diana aveva visto, proprio in quel momento, lì davanti a
sé, il biondo e, così, approfittando del discorso, lo additò a Miriam nella
speranza di sentirsi dire qualcosa.
“Certo
che ti accontenti di poco ! Vorrei conoscerlo anch’io quello lì e ti
assicuro che se lo conoscessi te lo presenterei. È carino, vero ? Se
t’interessa, posso giusto darti qualche informazione : una mia amica gli
faceva la corte, tempo fa, e così so qualcosa su di lui. So che si chiama
Gabriele, che fa l’operatore sanitario presso una clinica privata e che è un
gentiluomo. Pensa che, dopo tante insistenze da parte della mia amica, lui
accettò di uscirci insieme ; la portò fuori a cena e, dopo averle fatto
trascorrere una serata, a dir poco, meravigliosa, le spiegò, con una gentilezza
fuori dal comune, che non era il caso di insistere perché non ne valeva la
pena. Le consigliò di trovarsi una persona che la sapesse apprezzare per come
meritava, perché lui non ne era capace. Insomma, fu talmente gentile che la mia
amica, pur avendo il cuore a pezzi, lo ringraziò di tutto. A pensarci bene, ce
lo vedo vicino a te, te lo meriteresti uno come lui, dopo tutto quello che hai
passato. Se vuoi chiediamo un po’ in giro e vediamo se riusciamo a sapere
qualcos’altro, va bene ?”
“Frena,
frena - cercava di farsi vedere tranquilla, ma il cuore intanto le batteva così
forte, che sembrava le volesse uscire dal petto - guarda che dicevo così, tanto
per dire. E poi, non mi va che si sappia in giro che c’è qualcuno che mi piace.
La gente non ci impiega molto a pensare male, e già ne ho dovute sentire
abbastanza : ci manca solo che mi accusino di essermi “consolata” troppo
in fretta, o cose del genere. Poi, senti e senti, passo io per la poco seria
della situazione ! Sarebbe il colmo, il massimo dell’assurdità. No, no,
non se ne parla proprio”.
“Non posso darti tutti i torti, però... non è
detto che dobbiamo dire per forza che sei tu l’interessata, lascia fare a me e
se poi credi che il gioco si stia facendo troppo pesante o, comunque,
pericoloso, allora la finiamo subito, che ne dici ?”
“Va
bene, mi hai convinto. In fondo cosa ho da perdere ? E poi, ne vale la
pena”.
Cominciò,
così, la caccia alle notizie e, a fine serata, erano riuscite a sapere davvero
tante cose su di lui : aveva 33 anni, abitava poco distante da lì, era un
ragazzo abbastanza serio, riservato, senza grilli per la testa. Amava lo sport,
teneva ai sentimenti e, cosa ancora più interessante, era libero da impegni
sentimentali. Diana non riusciva a crederci : nel giro di poche ore aveva
scoperto chi fosse il suo angelo biondo, ora poteva dargli un nome, poteva
pensarlo “reale”, poteva, poteva.. insomma, come sempre, la sua mente cominciò
a perdersi dietro i voli della fantasia e, per la prima volta, dopo tanto
tempo, il suo cuore stava tornando a sperare. La cosa più brutta che Edoardo le
aveva fatto era, infatti, quella di farla smettere di sognare. Aveva ancora in
mente la sua aria, così insulsamente ironica, mentre leggeva la sua
lettera ; mentre sbandierava a... quella lì i suoi sentimenti ;
mentre si divertiva come un matto a ridere del suo amore ; mentre, così
facendo, si eccitava e si preparava a fare dell’altro schifosissimo sesso. Lo
odiava per questo, non gliene fregava niente che se ne fosse andato con quella
poco di buono, ma i suoi sogni, le sue speranze non le doveva toccare, non
avrebbe dovuto. E invece l’aveva fatto : nella sua infinita stupidità non
era riuscito a capire che valore avesse quella lettera e, come quella, tutte le
altre. Diana era convinta che non sarebbe più riuscita, come prima, a “sognare”
l’amore e invece, adesso, ancor prima che se ne rendesse conto, la sua mente si
stava già perdendo nei meandri della speranza.
venerdì 17 febbraio 2012
Chips di surimi
A qualcuno piacciono le patatine?
Io le adoro ma in dieta sono decisamente PROIBITE!
Ma sul web ho trovato questa ricettina facile, semplice e veloce per ottenere delle simil patatine al gusto di surimi.
Ingredienti
8 bastoncini di surimi (quantità consentita al giorno)
Dukan, Fase Attacco e Crociera
Srotolare i rotolini e tagliarli a pezzettoni, metterli su un contenitore da microonde (io ho usato ilpiatto crisp della Tupperware per fare le patatine fritte) e far andare alla massima potenza per 5 min. Controllare ed eventualmente far andare fino a che non diventano croccanti.
Buon appetito!!!
Io le adoro ma in dieta sono decisamente PROIBITE!
Ma sul web ho trovato questa ricettina facile, semplice e veloce per ottenere delle simil patatine al gusto di surimi.
Ingredienti
8 bastoncini di surimi (quantità consentita al giorno)
Dukan, Fase Attacco e Crociera
Srotolare i rotolini e tagliarli a pezzettoni, metterli su un contenitore da microonde (io ho usato ilpiatto crisp della Tupperware per fare le patatine fritte) e far andare alla massima potenza per 5 min. Controllare ed eventualmente far andare fino a che non diventano croccanti.
Buon appetito!!!
Minestra di zucca
Uno dei miei piatti preferiti dacché sono nata è la pastina in brodo. La Dukan, per quanto bella e varia possa essere non prevede carboidrati e quindi addio pastina ma una bella minestra??? Giusto per ingannare la mente e "risciacquare" l'intestino!
Eheheh
Ingredienti
300 g zucca
1/2 cipolla bianca
150 g petto tacchino
150 g formaggio spalmabile
1 dado
lievito alimentare
una manciata di sfilacci di cavallo
Dukan: Fase Crociera, PV
Realizzo la ricetta con l'aiuto del bimby e metto la zucca, la cipolla, 750 ml di acqua e il dado per 30' 100° v.1 (avendo trovato al Gigante la zucca già cotta, ho diminuito il tempo a 10' e la zucca era 500g già pronta).
Alla fine frullare il tutto per 10'' vel. 7
Intanto, mentre la zuppa cuoceva, in una padella antiaderente ho fatto "rosolare" il pollo tagliato a pezzetti e quindi ho aggiunto il formaggio ed ho continuato a rimestare fino a quando non si è sciolto ed amalgamato col pollo.
Ho unito la carne alla zuppa ed ho fatto andare il bimby ancora per 10' 100° v.2.
Alla fine, ho unito una manciata di sfilacci di pollo, una spolverata di lievito alimentare e il gioco è fatto.
Sembra di mangiare una bella minestrina in brodo... gnam gnam
Eheheh
Ingredienti
300 g zucca
1/2 cipolla bianca
150 g petto tacchino
150 g formaggio spalmabile
1 dado
lievito alimentare
una manciata di sfilacci di cavallo
Dukan: Fase Crociera, PV
Realizzo la ricetta con l'aiuto del bimby e metto la zucca, la cipolla, 750 ml di acqua e il dado per 30' 100° v.1 (avendo trovato al Gigante la zucca già cotta, ho diminuito il tempo a 10' e la zucca era 500g già pronta).
Alla fine frullare il tutto per 10'' vel. 7
Intanto, mentre la zuppa cuoceva, in una padella antiaderente ho fatto "rosolare" il pollo tagliato a pezzetti e quindi ho aggiunto il formaggio ed ho continuato a rimestare fino a quando non si è sciolto ed amalgamato col pollo.
Ho unito la carne alla zuppa ed ho fatto andare il bimby ancora per 10' 100° v.2.
Alla fine, ho unito una manciata di sfilacci di pollo, una spolverata di lievito alimentare e il gioco è fatto.
Sembra di mangiare una bella minestrina in brodo... gnam gnam
Bamboline spiritose
Eccomi qui, dopo qualche giorno di latitanza in cui malesseri vari della mia bimba ed impegni scolastici l'hanno fatta da padrone, a presentarvi le mie ultime creazioni in pasta di zucchero.
Si tratta di 2 bamboline che rappresentano un pò la caricatura di 2 cari amici nonchè gelatai di fiducia.
Poichè ultimamente stiamo "collaborando" dolcemente allora ho voluto far lor questo omaggio.
Mi sono ispirata alla bravissima Fiorella Balzamo, cake designer campana che ultimamente sta balzando agli onori della dolce cronaca molto spesso.
Grazie ai suoi passo passo ho creato questi due personaggi, pieni ancora di tante imperfezioni, ma carini e fatti col cuore.
Spero piacciano anche a voi
Si tratta di 2 bamboline che rappresentano un pò la caricatura di 2 cari amici nonchè gelatai di fiducia.
Poichè ultimamente stiamo "collaborando" dolcemente allora ho voluto far lor questo omaggio.
Mi sono ispirata alla bravissima Fiorella Balzamo, cake designer campana che ultimamente sta balzando agli onori della dolce cronaca molto spesso.
Grazie ai suoi passo passo ho creato questi due personaggi, pieni ancora di tante imperfezioni, ma carini e fatti col cuore.
Spero piacciano anche a voi
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martedì 14 febbraio 2012
Corso decorazione rice crispy
Domenica scorsa, nonostante qualche linea di febbre ed una tosse fastidiosissima, non ho voluto rinunciare a partecipare al corso di decorazione del rct delle mie amiche e insegnanti Laura e Stefy di mammachetorte.
Abbiamo lavorato sul rice crispy alla nutella, creando due dolls per San Valentino e così, dopo 4 ore intense di lavoro ecco il risultato....
SONO ORGOGLIOSA!!!
Abbiamo lavorato sul rice crispy alla nutella, creando due dolls per San Valentino e così, dopo 4 ore intense di lavoro ecco il risultato....
SONO ORGOGLIOSA!!!
ecco il lavoro ultimato!!!
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